somsi logo san vito al tagl

Quando è nata: la Società Operaia di Mutuo Soccorso e Istruzione di San Vito al Tagliamento è stata fondata il 2 giugno 1867. Essa è la realizzazione di un progetto per il progresso sociale concepito da personalità quali Camillo Benso Conte di Cavour, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.


Obiettivi primari: in quel periodo mancava una qualunque legge che tutelasse i lavoratori dallo sfruttamento, dagli infortuni e in caso di malattia. Le Società Operaie di Mutuo Soccorso vennero fondate in tutta Italia per un bisogno di solidarietà, di auto-assistenza, per unire le forze dei lavoratori, per migliorare le condizioni del mondo del lavoro e per progredire economicamente e socialmente, anche costituendo scuole professionali e istituti per il risparmio.


Come è cambiata: nel 2015 la Società Operaia di Mutuo Soccorso e Istruzione di San Vito al Tagliamento si è adeguata alle normative attualmente in vigore assumendo il nome di ASSOCIAZIONE SOMSI SAN VITO AL TAGLIAMENTO. Ancora oggi essa si basa esclusivamente sull'operato dei volontari.


Le finalità oggi: le attività senza scopo di lucro propendono al socio-ricreativo-culturale; viene promosso lo spirito di beneficenza e di solidarietà sociale (consegna annuale di premi allo studio, acquisto di libri per la cultura pubblica, acquisto di attrezzature per l'ospedale o per persone disagiate, collaborazione con altre associazioni per la promozione e la ricerca scientifica delle malattie, promozione di iniziative umanitarie ecc.).


Le sezioni: se i Soci sono il cuore, le Sezioni sono l'anima della SOMSI. Esse sono alimentate dall'emozione, dall'energia, dall'entusiasmo e dall'allegria degli appassionati e dei volontari. Sono otto le sezioni costituite: arti figurative, collezionismo, cultura, enogastronomia, filatelica, fotografia, storia, viaggi.

LA SOMSI DI SAN VITO

C'era una volta... così iniziano tutte le storie più belle. La storia della SOMSI di San Vito è una di quelle, solo che però... c'è ancora!

Era la domenica del 2 giugno 1867 quando vennero firmati i primi atti per la nascita in San Vito al Tagliamento della Società Operaia di Mutuo Soccorso, sodalizio che in quegli anni stava sorgendo in tutto il nuovo stato italiano a tutela dei lavoratori e della classe operaia, appoggiato proprio da chi l'Italia unita l'aveva fortemente voluta: Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Camillo Benso Conte di Cavour. Essendo stati tra gli ideatori, ancor oggi essi compaiono nell'albo d'oro di tante Società Operaie in qualità di Soci Onorari.

Questi gli obiettivi che la Società Operaia di San Vito si era prefissata, come tutte le altre del resto: associare l'allora nuova ed emergente classe operaia con l'obiettivo di istituire la prima previdenza sociale facendo fronte all'assenza di una apposita legislazione per l'epoca, intervenendo sulle mutualità ai soci operai contro i rischi e le calamità della vita quali malattie e infortuni, sulla solidarietà fra i lavoratori, sull'autogestione dei fondi sociali e sull'educazione mediante l'istituzione di corsi scolastici diurni e serali, l'acquisto di libri per le biblioteche, e l'erogazione di molteplici sussidi: per vecchiaia, agli orfani ed alle vedove dei soci, per maternità, per spese funerarie, ai soci disoccupati, ai forni operai, alle bande musicali; inoltre l'educazione ai soci per la gestione ed il risparmio del proprio denaro, la concessione di prestiti, la gestione di magazzini di consumo, l'istituzione di scuole di arti e mestieri. Per tutte queste nobili finalità, la Somsi ha rappresentato per parecchi lustri un punto di incontro nel territorio. Scadute in parte le finalità umanistiche a seguito dei profondi mutamenti sociali ed economici nel tempo, e cioè la nascita delle associazioni di categoria per la creazione e la tutela dei diritti dei lavoratori (sindacati, CGIL, CISL, UIL...), l'istituzione delle otto ore di lavoro che permettessero una vita sociale e dignitosa a tutti, la costituzione degli istituti per la difesa della salute, della previdenza sociale e della pensione (mutua statale, INPS, INAIL, ...), la sua attività è molto cambiata nel XX secolo. Come tutte le SOMS ha dovuto affrontare un periodo di decadenza e travagli, e molte sono scomparse. La nostra SOMS ha saputo resistere grazie alla tenacia e all’affetto dei Soci, dei Presidenti e dei Consiglieri che si sono succeduti in tanti anni di vita. Oggi le poche SOMS sopravvissute rappresentano un patrimonio culturale ed artistico rilevante da difendere e valorizzare.