LA SOMSI DI SAN VITO

C'era una volta... così iniziano tutte le storie più belle. La storia della SOMSI di San Vito è una di quelle, solo che però... c'è ancora!

Era la domenica del 2 giugno 1867 quando vennero firmati i primi atti per la nascita in San Vito al Tagliamento della Società Operaia di Mutuo Soccorso, sodalizio che in quegli anni stava sorgendo in tutto il nuovo stato italiano a tutela dei lavoratori e della classe operaia, appoggiato proprio da chi l'Italia unita l'aveva fortemente voluta: Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Camillo Benso Conte di Cavour. Essendo stati tra gli ideatori, ancor oggi essi compaiono nell'albo d'oro di tante Società Operaie in qualità di Soci Onorari.

Questi gli obiettivi che la Società Operaia di San Vito si era prefissata, come tutte le altre del resto: associare l'allora nuova ed emergente classe operaia con l'obiettivo di istituire la prima previdenza sociale facendo fronte all'assenza di una apposita legislazione per l'epoca, intervenendo sulle mutualità ai soci operai contro i rischi e le calamità della vita quali malattie e infortuni, sulla solidarietà fra i lavoratori, sull'autogestione dei fondi sociali e sull'educazione mediante l'istituzione di corsi scolastici diurni e serali, l'acquisto di libri per le biblioteche, e l'erogazione di molteplici sussidi: per vecchiaia, agli orfani ed alle vedove dei soci, per maternità, per spese funerarie, ai soci disoccupati, ai forni operai, alle bande musicali; inoltre l'educazione ai soci per la gestione ed il risparmio del proprio denaro, la concessione di prestiti, la gestione di magazzini di consumo, l'istituzione di scuole di arti e mestieri. Per tutte queste nobili finalità, la Somsi ha rappresentato per parecchi lustri un punto di incontro nel territorio. Scadute in parte le finalità umanistiche a seguito dei profondi mutamenti sociali ed economici nel tempo, e cioè la nascita delle associazioni di categoria per la creazione e la tutela dei diritti dei lavoratori (sindacati, CGIL, CISL, UIL...), l'istituzione delle otto ore di lavoro che permettessero una vita sociale e dignitosa a tutti, la costituzione degli istituti per la difesa della salute, della previdenza sociale e della pensione (mutua statale, INPS, INAIL, ...), la sua attività è molto cambiata nel XX secolo. Come tutte le SOMS ha dovuto affrontare un periodo di decadenza e travagli, e molte sono scomparse. La nostra SOMS ha saputo resistere grazie alla tenacia e all’affetto dei Soci, dei Presidenti e dei Consiglieri che si sono succeduti in tanti anni di vita. Oggi le poche SOMS sopravvissute rappresentano un patrimonio culturale ed artistico rilevante da difendere e valorizzare.

A dire il vero, la nostra non è una semplice SOMS ma una SOMSI, dove la I sta per Istruzione: oltre ad aver aiutato economicamente per l'acquisto di materiale scolastico e per far fronte alle varie spese d'iscrizione o di frequenza nel secolo scorso, la SOMSI di San Vito ha anche ideato, creato e gestito per diversi anni la Scuola Arti e Mestieri (punto di partenza per l’attuale Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato) dalla quale sono usciti molti studenti che poi nella vita hanno anche avuto fortuna grazie alle ottime basi imparate sui banchi di scuola. Tra questi, i tanti ragazzi che all'inizio del ‘900 attraversarono con le "navi della speranza" l'oceano per emigrare fino agli Stati Uniti e, allo sbarco, avevano un ingresso nel nuovo Paese facilitato rispetto alle altre persone in quanto, grazie agli studi, si presentavano in loco come "manodopera specializzata".

Pur mantenendo una sua neutralità politica, la SOMSI del ‘900 era fra le più apprezzate e quotate associazioni del sanvitese per cui veniva sempre interpellata dai cittadini o dalla stessa Amministrazione Comunale allorquando ci fossero grandi lavori da fare nella cittadina, oppure quando qualcosa doveva essere discusso con la popolazione. Ancor oggi tra gli anziani resiste il ricordo del simpatico proverbio "Non c'è foglia che si muove se la SOMSI non lo vuole", che la dice tutta sull'importanza del sodalizio nella vita sociale di San Vito.

Ricordiamo anche il Premio nazionale di poesia, avviato negli anni Ottanta, divenuto uno dei più importanti appuntamenti per i poeti di tutta Italia; richiamava un numero sempre più consistente di interessati fino a che non ha chiuso in concomitanza con l'attentato alle Torri Gemelle di New York (all'interno di una di esse era ubicata la fondazione che collaborava per la buona riuscita del Premio).

Pur con le finalità istituzionali profondamente modificate dal tempo e dalla legislatura, in un momento di grande confusione morale, economica e politica, certamente la nostra SOMSI è ancor oggi un punto di riferimento per tutto il territorio. Le sue finalità oggi sono la solidarietà e la beneficenza, la sua opera viene ancor oggi prestata del tutto gratuitamente da volontari. Nel corso degli anni ha preso parte alla vita attiva del paese con prese di posizione, lettere alle autorità e perfino raccolte di firme contro le ingiustizie più evidenti. Negli ultimi anni si è distinta per l'aiuto materiale a enti e istituzioni locali, per la raccolta di fondi da destinare a realtà bisognose locali, per la vicinanza alle altre associazioni di volontariato quali ad esempio AVIS, AIDO, ANA e Pro San Vito, e per la consegna di numerosi premi allo studio agli studenti meritevoli licenziati dalla scuola secondaria di primo grado di San Vito.

Nel mese di novembre, d'accordo con il parroco di San Vito, don Dario Roncadin, i Soci SOMSI hanno consegnato in dono un defibrillatore da collocare alla Casa della Gioventù, luogo molto frequentato da tanti ragazzi per lo sport e il tempo libero ma anche da tanti anziani, visto che qui è ospitata la sede dell'Università della Terza Età.

Oggi l'attività di mutuo soccorso verso i Soci è affidata alla generosità dei commercianti, degli artigiani e delle agenzie sanvitesi che aderiscono al progetto SOMSI "Amici per gli Amici" e che offrono, ai soli iscritti alla Società, consistenti agevolazioni negli acquisti o nelle pratiche. Il libretto con l'elenco completo di tutti gli aderenti, e che comprende anche ben 40 buoni sconto, viene consegnato in occasione del tesseramento annuale.

La sede della SOMSI di San Vito è ubicata nella torre Raimonda fin dagli anni '60. Quanta storia in questi uffici. Qui sono state ideate (oppure si è lavorato per la loro crescita) gran parte delle maggiori associazioni del sanvitese tra le quali la Pro San Vito, l'Università della Terza Età, l'Associazione Filarmonica Sanvitese, e tante altre associazioni.

Con oltre 1650 Soci iscritti nel 2014, attualmente suddivisa al suo interno in sette sezioni (gite, filatelica, collezionismo, enogastronomia, arti figurative, fotografia, cultura), la SOMSI sta ora lavorando per la costituzione della sezione Storia, sicuri che anche questa avrà un consistente numero di appassionati che la frequenterà per approfondire o imparare tutto ciò che riguarda la storia del territorio sanvitese.

Una sezione che da sempre ha riscosso particolare successo, e che è anche stata pioniera del settore nel nostro territorio, è la sezione gite: ottimi i risultati e le critiche che la riguardano. La preparazione è accurata e meticolosa, nulla è lasciato al caso. Si viaggia per la cultura ma non si tralasciano mai né il divertimento né la gastronomia, e il tutto si amalgama in un mix veramente piacevole.

Alla sezione arti figurative in questo momento sono attivi il laboratorio di disegno e il laboratorio di mosaico.

Neanche le sezioni filatelica e collezionismo stanno a guardare. Sempre in contatto con un gran numero di appassionati collezionisti, la sede sociale ogni prima e terza domenica del mese è luogo di ritrovo per scambi e compravendite di un nutrito gruppo di Soci. Le due sezioni hanno anche organizzato nel mese di novembre due interessanti mostre a Ligugnana: "Storia dei reggimenti di cavalleria", collezione privata di Luciano Tesolin, e "La Grande Guerra nella cartografia satirica" (presso il Museo Storico del Friuli Occidentale, ex scuole elementari). La mattina di sabato 8 novembre era presente anche uno sportello delle Poste Italiane con annullo ad iniziativa appositamente realizzato.

Ma anche la sezione fotografia non scherza affatto: già impegnata con la mostra fotografica "Persone" in casa di riposo e con la selezione delle foto scattate al "Medioevo" di Valvasone, ha organizzato un'altra mostra in chiesa San Lorenzo dal titolo "Leggerezza". Gli appassionati di fotografia non mancano: ai loro ritrovi bimensili si respira veramente un'aria di serenità e allegria.

Domenica 9 novembre alle ore 10:30 in auditorium Concordia, con la presenza delle massime autorità cittadine, sono stati consegnati i premi allo studio ai ragazzi licenziati con il massimo dei voti dalla scuola secondaria di primo grado del Comune di San Vito: 33 premi realizzati in nome e per conto dei Soci SOMSI che sperano di regalare ai ragazzi la forza e l'entusiasmo necessari per affrontare e vincere la partita della vita.

Questi i loro nomi: Eleonora Vadori, Lorenzo Gregoris, Arianna Perosa, Eugenia Arciero, Francesco Bot, Simone Driusso, Melany Fogolin, Tania Gjoka, Federico Maresca, Chiara Pillon, Anna Della Mora, Irene De Vittor, Leonardo Ferreira, Chiara Fiorentino, Alberto Sandri, Chiara Colussi, Martina Bianchini, Speranza Fornarelli, Giulia Zanetti, Alessia Antoniazzi, Beatrice Benvenuto, Davide De Battisti, Alessandro Paiero, Ludovica Vanghetti, Sofia Danelon, Lea Ferrari, Andrea Pascatti, Emma Simon, Ester Sut, Gaia Blaseotto, Camilla Scodeller, Marco Trevisan, GianLuca Valent.

Da sottolineare che i premi allo studio sono realizzati sempre con la fattiva collaborazione dell'Amministrazione Comunale Sanvitese.

Dietro alla realizzazione delle attività proposte c’è tanto volontariato e tanta serietà nella gestione delle quote sociali.

Pochi anni fa, durante un pranzo sociale, avendo preso la parola per un breve discorso un noto personaggio politico, questi non ha esitato a complimentarsi con la nostra SOMSI per la gestione economica: "sarebbe bello che voi della SOMSI veniste a Roma per insegnare ai nostri Onorevoli come si usano i soldi e si possono far tornare i conti". Vi lascio immaginare la soddisfazione che ha provato il Consiglio Direttivo in quel momento.

Ma non da meno è stata una recente esperienza del presidente Mariano Polo: invitato ad una cena privata, si è trovato seduto a tavola con una coppia di australiani, lui noto ingegnere internazionale nella costruzione di piscine, e una coppia di canadesi con lui, Giovanni Gerometta, emigrato sessanta anni fa da Sesto al Reghena dopo aver frequentato la scuola di mosaico di Spilimbergo e oggi uno dei più famosi artisti di tutto il Canada. Naturale che, come sempre accade per il presidente, l'argomento SOMSI sia stato portato a tavola. Sentita la storia, sentite le finalità ed il modo di operare nel territorio, tutti e quattro hanno chiesto di potersi iscrivere alla SOMSI. Se in un primo momento il presidente pensava ad uno scherzo vista la loro provenienza, lo stesso ha dovuto ricredersi quando i quattro commensali hanno estratto dal portafoglio i famosi 10euro a persona chiedendo assolutamente l'iscrizione: cosa che è stata fatta e ora, sono i Soci SOMSI più lontani!

Perciò un ringraziamento va a tutti i Soci, Consiglieri e Presidenti che ci hanno preceduto, sperando che siano anche loro orgogliosi di come "i loro eredi" oggi si stanno occupando della SOMSI.

Mancano solo tre anni ai festeggiamenti per il 150° di fondazione! Viva la SOMSI!

I nuovi soci dall'australia e dal canada e in crociera ai fiordi del mare del nord.

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